chiara cotro arte

Chiara Coltro Arte

AFFINITA'

AFFINITA'

AFFINITÀ

Chiara Coltro - Nicoletta Furlan - Maurizia Manfredi - Umberto Menin

Esposizione di pittura e scultura

dal 13 al 16 febbraio 2020

Spazio Biosfera

Via S. Martino e Solferino, 5/7, Padova

Inaugurazione mercoledì 12 febbraio 2019 ore 18:30

Le affinità non dipendono né dal sesso, né tantomeno dall’età,

si riconoscono dal colore delle anime.

Senza dubbio alcuno"

 

(R. Rigoni – Le cento porte)

 

Mercoledì 12 febbraio 2020 alle ore 18:30 sarà inaugurata la collettiva AFFINITÀ presso lo Spazio Biosfera a Padova.

Quattro artisti (Chiara Coltro - Nicoletta Furlan - Maurizia Manfredi - Umberto Menin), quattro linguaggi conformi, quattro anime che percorrono, attraverso la pittura e la scultura, un viaggio fatto di sensibilità e materia che si esprime tra segni, forme e colori.

 

È l'energia che si fa colore sulla tela tra materia e spirito espressivo che tocca le opere di Chiara Coltro, tra i pensieri e le emozioni la tela si imbeve di forza materica e vigorose cromie.

Poesie cromatiche sono visibili nei gesti della pittura emozionale di Nicoletta Furlan, tempeste emotive rese con il colore che si fa segno sul quale è tracciata un'invisibile storia.

Le sculture di Maurizia Manfredi arrivano dall'acqua di mare, da legno di recupero spiaggiato e lavorato con la terra a restituire un'anima nascosta in cui è svelata la delicatezza della forma femminile.

Le tele di Umberto Menin sono legate al concetto visivo tra cielo e terra, nell'acqua e i suoi riflessi con lo studio di imprimiture e texture che svelano un mondo sensibile nel quale perdersi e immergersi.

"Sono qui raccolte le opere di quattro artisti congiunti nella ricerca della mimesi della realtà e del mondo non figurativo" afferma Massimiliano Sabbion e continua "nell'affinità, visiva ed emotiva, gli autori accompagnano lo spettatore per mano in un lungo viaggio fatto di materia che profuma di colore e sa di ricerca e studio, alla scoperta della parte più sensibile che tocca il silenzio di chi guarda. Il loro lavoro collettivo, pur mantenendo la propria individualità, è una carezza che arriva diretta a chi guarda. I materiali si plasmano e vivono: tele, legno, terra, colori, impronte tutto si fa (di)segno per tracciare il solco di una via che porta a vedere non solo con gli occhi, ma a percepire più che le impressioni le espressioni di anime sensibilmente affini tra loro."

 

 

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